Esempi di “rumore” spacciato per informazione

Mala tempora currunt e l’informazione è una fonte inesauribile di rumore. Notizie non confermate spacciate per certe, video di anni passati venduti come nuovi e videogiochi fatti passare per realtà. Ovvero: di come l’informazione alimenta il caos.

Non volevo e non voglio parlare della guerra, o della guerra in Ucraina in particolare, che si combatte da 8 anni, ma che per la gran parte del mondo occidentale è scoppiata il 24 Febbraio.

Non voglio parlarne perché come in ogni guerra le informazioni che giungono sono avvolte in un alone di fitta nebbia difficile da districare. La propaganda dei due fronti rischia in questi casi di portare fuori strada e l’affidabilità delle fonti è difficile da stabilire. La polarizzazione delle opinioni, inoltre, rischia di snaturare il dibattito in tifo, di tramutare i critici in dissidenti.

Non parlerò quindi della guerra, ma sfiorerò semplicemente il tema per portare qui un esempio lampante di come l’industria dell’informazione moderna sia spesso generatrice di “rumore”, alimentatrice del caos, piuttosto che diffusore di fatti verificati.

Non prenderò esempi presi da blogger, giornalini di quartiere, influencer di Instagram (che quelli sì, potrebbero essere perdonabili). Parliamo qui della televisione generalista e nel caso specifico del servizio pubblico italiano, di mamma Rai.

Il caso eclatante è quello avvenuto su Rai 2, in un servizio andato in onda proprio il 24 Febbraio, nel telegiornale delle 13.00.

Il servizio in questione contiene in particolari due spezzoni: nel primo si vedono le immagini di «una pioggia di missili» mentre nel secondo sono fatti vedere alcuni aerei che sorvolano un palazzo, con il sottofondo chiaro del suono di una sirena di allarme per i bombardamenti.

Entrambi i filmati sono stati presentati dai “professionisti” della Rai per illustrare l’operazione militare iniziata dalla Russia nella notte tra il 23 e il 24 febbraio 2022. 

Sorpresa delle sorprese: si tratta in entrambi i casi di due filmati falsi.

O meglio, i filmati sono veri, peccato che entrambi passino un’informazione falsa, una “fake news”, veicolata dal servizio pubblico di stato. 

Nel caso degli aerei che “sorvolano l’Ucraina” si tratta in realtà di spezzoni presi da filmati risalenti al 4 maggio 2020. Il video degli aeri in volo mostra quindi soltanto le prove tecniche della parata militare russa (che si tiene ogni anno per celebrare la vittoria sulla Germania nazista) avvenuta nella periferia di Mosca.

La cosa più divertente invece è il video del presunto attacco missilistico. Lo spezzone è in realtà un estratto di un videogioco. Esatto, avete letto bene: un videogioco. Si tratta del videogame “War Thunder”, un gioco di simulazione di guerra aerea datato 2012, che il Tg2 ha estrapolato da un video pubblicato su YouTube.

Estratto di “War Thunder” mandato in onda dal TG2 il 24 Febbario 2022.


Così per magia il 24 Febbraio un videogioco è diventato “realtà” e qualcosa accaduto nel 2020 in contesto di pace si è tramutato in “avvenimento di guerra” del 2022.

Questo riporta alla mente il simpatico siparietto avvenuto durante i concitati eventi di Capitol Hill del 6 gennaio 2021. In quel caso fu Enrico Mentana, durante il suo programma di informazione su La7, che mostrò immagini di lanciafiamme in azione di notte passando il messaggio che quello a cui si assisteva era “la diretta” di ciò che avveniva in America.

La gaffe di La7 durante “la maratona” di Mentana degli eventi di Capitol Hill del 6 gennaio 2021.


Certo, forse non a Capitol Hill (si disse in studio), ma “probabilmente nei sobborghi”.

Peccato che quelle scene esagerate provenivano in realtà da un film: “Project X – Una festa che spacca”. 

Mala tempora currunt.

Abbassate il volume. Smettete la caccia all’informazione dell’ultimo minuto. Diffidate di interpretazioni facilone e di slogan guerrafondai che dividono il mondo in buoni e cattivi.

Non siamo in un film di Hollywood. Non siamo in un videogioco.
Provate a fare meno rumore.

P.S.: Vi avrei linkato il video estratto dal TG2 direttamente da Rai Play, ma non è più disponibile come potete verificare al link.

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